Attenti al lupo

ATTENTI AL LUPO...

In questi anni di crisi, il settore della tutela del credito ha assunto sempre più un ruolo macroeconomico cruciale. In un’economia in cui:

  1. il PIL pro capite ha perso il 9%;
  2. il tasso di disoccupazione sfiora il 13%, e quella giovanile sfonda quota 44%;
  3. le banche hanno tassi di crediti deteriorati che varia tra il 10% ed il 25%;
  4. il sistema giudiziario si caratterizza per una patologica lentezza, con la durata media dei procedimenti civili di 7.4 anni;

il ricorso ai canali stragiudiziali per il recupero dei crediti appare il baluardo per arginare la spirale di incertezza, bassi investimenti, credit crunch e scarso cash flow che ha carat- terizzato l’attuale congiuntura.
Partendo da questi temi, il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, ha effet- tuato uno studio basato sui dati del V° rapporto UNIREC (maggio 2015), e ne ha ricavato spunti interessanti.
Dal rapporto risulta che l’importo complessivo dei crediti recuperati dalle imprese operanti nel settore sia di circa 10 miliardi (di cui 5.7 recuperati nel solo ambito bancario) su 56 miliardi totali di crediti affidati.
Tanto per dare un ordine di grandezza a questi dati, lo studio fa un paragone con quanto recuperato dall’Agenzia delle Entrate che, con un numero di addetti - i cui costi sono a carico dei contribuenti – pari al doppio di quelli delle imprese UNIREC (che non costano nulla alla comunità), e con gli strumenti coercitivi di cui gode, in un anno riesce a recupe- rare una cifra poco superiore, pari a 14 miliardi di euro di lotta all’evasione fiscale.


Ma la parte più rilevante dell’indagine dell’Università di Genova consiste nel tentativo di quantificare l’impatto sul PIL di tali importi. Purtroppo, attualmente, non esistono tecniche di stime degli effetti sul reddito totale del recupero crediti nei settori non bancari, ma anche limitando l’indagine solo al settore bancario e basandosi su analisi effettuate dall’FMI, l’indagine dell’Università è arrivata alla conclusione che i 5.7 miliardi di euro di crediti recuperati per conto delle banche dalle Imprese associate ad UNIREC implicano un incremento del PIL pari a 2.1 miliardi di euro in 4 anni. Pari, ad esempio, al 70% del costo di Expo. superiore al (presunto) “tesoretto” di Padoan che era di 1,6 miliardi, supe- riore alla cifra necessaria per colmare il gap tra reddito familiare ed il 50% della povertà assoluta, calcolato in 1.5 miliardi €.
Pertanto si parla di una cifra di tutto rispetto, che conferma la rilevanza del settore della tutela del credito per l’economia del nostro Paese.


Ebbene, se queste sono le premesse, occorre rilevare come in questi ultimi due anni il settore stia vivendo in uno stato d’incertezza assolutamente micidiale. Ancora peggio- re, forse, dell’epoca della famigerata Circolare Masone (fatta annullare dall’associazione di Categoria che ricorse a strasburgo). sotto il fuoco delle pesantissime sanzioni delle Autorità di vigilanza, sembrano svanite le (poche) certezze conquistate dal ’96 ad oggi.


E le domande si rincorrono: anche in Italia si prospetta un rischio Americano dove sollecitare un debitore che ha già pagato espone a pesanti azioni risarcitorie?
Come è possibile che in un Paese della UE sia consentito recuperare crediti vestiti in maniera buffa (vedi el cobrador del frac spagnolo), rendendo palese a tutto il vicinato lo stato di insolvenza del debitore e da noi, per il rispetto delle stesse normative UE, è un problema anche solo parlare con un familiare del debitore?
Può il sacrosanto rispetto dei diritti dei consumatori portare al blocco di un sistema che vale svariati punti di PIL e costituisce ossigeno puro per la nostra asfittica economia?
È forse vero che, in alcuni casi, processi industriali consolidati, sono stati tanto esasperati dalla richiesta di performance e abbassamento delle tariffe da imporre la sostituzione della negoziazione con l’ossessione?
Come uscire da questa situazione e rilanciare il settore?
Queste ed altre scottanti questioni saranno affrontate con i diretti protagonisti in una tavola rotonda, il prossimo 2 dicembre al Crowe Plaza di Milano, nel consueto appuntamento di autunno del CVDAY

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