Esazione

Iniziative per aumentare il gettito tributario | Villaggio del Credito

Iniziative per aumentare il gettito tributario

Pesanti novità per i contribuenti in materia di riscossione coattiva dei tributi

IntesaFra le 55 mosse preventivate dal vice Ministro Visco per dare scacco all'evasione fiscale, grande spazio occupano le azioni tese al recupero ”effettivo” dei tributi, quello che consente benefici diretti in termini di cassa, più che speranze di entrate derivanti da maggiori accertamenti.
In questo campo, l'azione di Riscossione spa, la nuova società che coordina le attività di esazione su tutto il territorio nazionale, risulterà certamente rafforzata dalle recenti iniziative contenute sia nel Decreto Legge di accompagnamento della Legge finanziaria, sia nel disegno di legge finanziaria stesso, la cui discussione va ad iniziare a breve in Parlamento. In attesa quindi dell'uso della leva organizzativa e di quella finanziaria, è, almeno per ora, la leva normativa, proprio quella che mancava alle precedenti gestioni private delle società di riscossione, a rivelarsi la più efficace e diretta al conseguimento del fine del miglioramento della produttività del sistema.

Intanto, è stato eliminato il vincolo di partecipazione a maggioranza nei consigli d'amministrazione della società di riscossione per i funzionari di Agenzia delle Entrate ed INPS.Maggior spazio, quindi ai managers ”privati”, al fine di assicurare una maggior continuità di gestione e l'apporto sostanziale alla causa pubblica di amministratori di derivazione bancaria.

Ma sono molte altre le sorprese che gli interventi normativi riserveranno ai contribuenti.

Nel Decreto 262, già in vigore dal 4 ottobre scorso, è stato introdotto nell'ordinamento l'istituto della compensazione volontaria dei crediti d'imposta come mezzo di pagamento di debiti iscritti a ruolo.

L'Agenzia delle entrate, le altre agenzie fiscali e l'INPS, infatti, possono proporre al proprio creditore, tramite gli Agenti di riscossione, di compensare il proprio credito con eventuali somme che risultino iscritte a ruolo per debiti tributari.

In realtà, la volontarietà della compensazione enunciata nel titolo del provvedimento appare fortemente messa in dubbio dalle conseguenze della proposta; infatti, nel caso in cui la proposta stessa non fosse presa in considerazione dal cittadino, l'Agente della riscossione sarebbe titolato a sottoporre i crediti a pignoramento.

Più nessuna possibilità di sfuggire al fisco, quindi, almeno si prevede, per le aziende che operano in costante credito di IVA, né per chiunque vanti crediti per maggiori imposte versate in esercizi precedenti. Altro intervento di notevole impatto è il divieto per tutte le amministrazioni pubbliche e per le società a prevalente partecipazione pubblica, una ben vasta platea di soggetti economici, quindi, di eseguire pagamenti di importo superiore a 10.000 Euro a favore di soggetti che risultino morosi al pagamento di tributi iscritti a ruolo. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, tenta con questo provvedimento, di evitare che almeno i propri fornitori possano annoverarsi nel numero degli evasori. Ancor maggiore effetto è l'asegnazioanedi poteri istruttori di accesso, ispezione e verifica, anche presso i terzi, che la nuova norma affida ai dipendenti di Riscossione Spa espressamente delegati, al fine di acquisire informazioni utili alla riscossione delle somme iscritte a ruolo.

Un'ulteriore novità, che incrementerà da subito il sacrificio dei contribuenti è poi quella che impone lo spostamento dell'onere della riscossione sui contribuenti medesimi.

L'aggio che remunera l'attività degli Agenti della riscossione sarà, da ora, posto a quasi integrale carico del debitore, rimanendo a carico dell'ente impositore solamente una ridotta quota (fra il 2 ed il 3%) e nel solo caso di pagamento entro la scadenza della cartella.

Si tratta, per questi contribuenti, di un incremento netto calcolabile fra il 5 e l'8 % cento del carico iscritto a ruolo.

Tutto qui? No, certamente no, questi sono solo i primi passi, in quanto il disegno di legge finanziaria, prevede ancora la proposta di legge delega per una più ampia riforma: ”della normativa sulla tassazione dei redditi, sulla riscossione e accertamento dei tributi erariali, sul sistema estimativo del catasto fabbricati, nonché la redazione di testi unici delle disposizioni sui tributi statali”.

In particolare, la delega per la redazione di un testo unico in materia di riscossione, contiene principi di semplificazione, di adeguamento e di ricerca dell'efficacia che non mancheranno di far sentire i loro effetti sui cittadini.

Tra questi, la razionalizzazione ed il rafforzamento delle procedure di riscossione coattiva, il conferimento agli Agenti della riscossione del potere di concedere rateazioni, di avvalersi con procedure agevolate di fornitori qualificati di servizi, di recuperare integralmente le spese sostenute a fronte di ogni attività posta in essere per il recupero dei crediti tributari, e, a parziale bilanciamento, l'adozione di iniziative per rendere più snelle le procedure di rimborso di imposte indebitamente versate (sempre che si sia in regola con il fisco).

Un prossimo futuro ricco di sorprese, quindi. Certo, si tratta di buone intenzioni il cui beneficio dovrebbe essere pubblico. Ma occorrerà quantomeno, di pari passo, fornire la più corretta informazione al cittadino sulle novità e sul complesso delle azioni che ci si deve attendere quando ci si trova sottoposti a così invasive pretese del fisco. Ed anche, non ultima, una precisa informazione circa i propri diritti ! Anche questo è e sarà sempre più il compito di Riscossione Spa: informare ed assistere i cittadini; anche questa una sfida non da poco, una sfida di civiltà, forse la più impegnativa fra le tante che attendono il nuovo gruppo pubblico, apparentemente il maggior beneficiario dei nuovi provvedimenti, ma, a pensarci bene, quello sul quale gravano i maggiori oneri applicativi e le maggiori responsabilità verso tutti i soggetti coinvolti nella sempre crescente complessità del rapporto tributario.

Autore news: 
Riccardo Ferracino
Fonte: 
Milano Finanza

Bollette Comag, l’assessore ha riconosciuto l’ingiustizia | Villaggio del Credito

Bollette Comag, l’assessore ha riconosciuto l’ingiustizia

La vicenda è annosa: quella delle centinaia di livornesi che furono costretti a pagare due volte bollette annuali del servizio idrico, con cifre fino a 600mila lire, già oggetto di un’interrogazione dell’ottobre 2004. Ma c’è una novità. Nell’ultimo consiglio comunale l’assessore Maria Pia Lessi (che ha la delega alle Partecipate) ha ammesso che qualcosa allora non andò per il verso giusto, definendo la vicenda (parole di Lessi) “una quotidiana ingiustizia”. Quanto basta al centrodestra per tornare ad attaccare l’amministrazione Cosimi su uno dei versanti preferiti, quello dell’Asa.
I fatti sono quelli più volte illustrati. Nel 2000 fallisce Comag, una società che si è occupata fino a quel momento dell’esazione delle bollette sul servizio idrico cittadino, allora gestito da Amag (che poi diventerà Asa). Prima di fallire la Comag arriva a gestire fino a 11mila clienti, producendo - dice Ciacchini - una specie di monopolio. Entrando nei meriti del fallimento, si scopre che molti pagamenti dei cittadini non hanno valore. «L’assessore ha sempre ripetuto di aver verificato tutto, che con Comag non c’era nessun contratto - spiega Ciacchini - e che quindi il Comune non aveva nessun obbligo né responsabilità». La Comag saltò principalmente per un buco (800 milioni circa di allora) creato dai morosi: «Di questo il titolare dell’azienda informò più volte l’amministrazione - continua Ciacchini - ricevendo sempre rassicurazioni dall’Ufficio Patrimonio e dall’Ate». Nel frattempo i debiti della società venivano coperti da lui in persona: «Alla fine lui si è rovinato e i cittadini hanno dovuto pagare due volte la stessa bolletta». Se non c’era un contratto scritto ma solo un accordo verbale, perché almeno non c’è stato un controllo dell’operato della società “collaboratrice”? Se, invece, la Comag non doveva avere nessun ruolo nella riscossione, perché i cittadini hanno continuato a pagare a quella società? D’altronde, dice Maurizio Lampredi (Forza Italia), «questa è amministrazione della cosa pubblica, che nel caso della gestione del centrosinistra è evidentemente carente». Quello che tornano a chiedere i capigruppo del centrodestra è un atto riparatore del Comune (abbuoni, sconti). Per far capire che «non sempre i furbi che non pagano vengono premiati».

Autore news: 
Diego Pretini
Fonte: 
Il Tirreno

Gli evasori dell’Ici, proroga sicura per saldare i debiti | Villaggio del Credito

Gli evasori dell’Ici, proroga sicura per saldare i debiti

Con molta probabilità ci saranno altri dieci giorni per pagare li arretrati Ici dal 2000 ad oggi. La proposta sarà esaminata oggi in consiglio comunale e se non ci saranno sorprese, l’assemblea voterà il via libera. La possibilità di far slittare il termine per i pagamenti, fissato al 2 ottobre, è stata suggerita dalle difficoltà incontrate dai contribuenti per il calcolo del dovuto e dalle lunghe code negli ultimi giorni in Comune: l’atrio del municipio è stato invaso da parecchie persone, tutte in attesa di presentare tutti i documenti del caso. Normale che, dopo ore passate fianco a fianco, tra i contribuenti fioccassero i commenti sull’ultimo regalo del governo Berlusconi, che con la Finanziaria varata lo scorso anno ha imposto a tutti i Comuni l’esazione dell’Ici arretrata anche per i terreni non ancora edificati. In città però questo provvedimento ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto ai proprietari che hanno preferito rispettare le leggi e, prima di costruire, hanno presentato un regolare progetto. Che nella maggior parte dei casi giace da anni in qualche cassetto dell’Ufficio tecnico. Ecco allora che il risultato è sempre lo stesso: abusivi premiati, onesti gabbati. Come Gabriella Porru, proprietaria di un terreno di 5mila metri nella zona di Foxi: «A destra ci sono gli abusivi, a sinistra pure. L’unica area della zona che ancora non ha visto nemmeno un mattone è la nostra, perché rispettiamo la legge. Con la differenza - puntualizza imbestialita - che loro hanno un tetto, e magari con l’affitto ci guadagnano pure, mentre noi paghiamo anche questa tassa pur non avendo nemmeno una veranda da pochi metri quadri». Il discorso non cambia nemmeno per Anna Maria Pintus, pensionata: «Io e mio marito abbiamo sempre lavorato nei campi, e ora viviamo con una pensione minima. Il nostro terreno, nella zona di Separassiu, è grande 2 ettari e mezzo ed è frutto dei sacrifici di una vita. Nel 1999 abbiamo presentato un progetto per costruire una casa e da allora non ne abbiamo più saputo niente. A questo punto lo dicano - tuona - che vogliono portarcelo via, almeno risparmierei i ventiseimila euro che devo versare per l’Ici arretrata». La situazione però potrebbe presto cambiare, e in meglio: entro venerdì il consiglio comunale dovrebbe adottare il piano quadro per il sobborgo-giardino di Flumini-Separassiu e dare quindi il via libera ai progetti. Diverso il discorso per gli abusivi: «Ormai è inevitabile - dice l’assessore all’Urbanistica Vittorio Falchi - dobbiamo passare all’azione e se necessario accendere le ruspe». E chi ha deciso di non pagare? Dovrà vedersela con la Bps Riscossioni, che avrà il compito di scovare gli evasori.

Autore news: 
Pablo Sole
Fonte: 
Nuova Sardegna

Cosa cambia alla Ritrimat con la riforma | Villaggio del Credito

Cosa cambia alla Ritrimat con la riforma

Riscossione tributi in mano pubblica

La Ritrimat spa traghetta nel nuovo della riforma che riporta il sistema di riscossione tributi in mano pubblica. Cambia padroni, cambia la finalità della sua attività, ma non cambia il patrimonio di esperienze, il rapporto con il territorio e la risorsa umana rappresentata dai suoi dipendenti. E soprattutto consegna ai nuovi azionisti una eredità di tutto rispetto: una gestione sana e un bilancio in attivo. Non è un caso che Ritrimat sia stata la seconda società di riscossione in tutta Italia a passare in mano pubblica. Nè è un caso che Attilio Befera, padre putativo della riforma, abbia tenuto a ricoprire l'incarico di presidente della Ritrimat «perché considerata una realtà da portare ad esempio». Per effetto della riforma, le banche stanno cedendo i pacchetti azionari delle società esattrici a Riscossione spa. Il corrispettivo non è denaro, ma titoli. Le banche ricevono azioni da Riscossione e solo nel 2010 rientreranno in possesso del denaro. A spiegare i termini dell'operazione, sancita a livello locale dalla cessione delle quote azionarie di Bpm a Riscossione, che appartiene al 51 per cento alla Agenzia delle entrate e per il 49 all'Inps, sono stati l'amministratore delegato Franco Sanna e il direttore generale Luigi Maglione, in un incontro con la stampa, ieri mattina, nella sede della società in vico XX Settembre. Le concessionarie di riscossione - hanno ricordato i due dirigenti - non erano più convenienti nè rispettavano le funzioni istituzionali delle banche, costrette quasi a convivere con una doppia identità, assolvendo al compito di fare crediti e riscuotere debiti. Un ruolo che ha finito per mostrare tutti i suoi limiti. «Le società di esazione - ha ricordato Sanna - vedevano remunerata la loro attività solo se e quando decideva lo Stato. Ma l'allora proprietà della Ritrimat, per il 99,9 per cento in mano alla Bpm, attraverso il consiglio di amministrazione composto dal presidente Nicola Lupo, dal direttore della Bpm Giampiero Maruggi, vice presidente, e dai consiglieri Michele Garramone, Saverio Pietracito e dal suo direttore Luigi Maglione, è stata avveduta. Dopo cinque anni, con una politica di riduzione di costi e aumento di ricavi, è riuscita a chiudere il bilancio con un utile». Lo scorso anno la società ha registrato un attivo di 1,6 milioni di euro. Cosa cambia adesso? «Dalla nuova gestione - ha detto Sanna - non potranno che esserci benefici. Intanto tutti i 64 dipendenti della Ritrimat manterranno il posto di lavoro e i diritti acquisiti, senza ricorrere a forme di mobilità selvaggia». Non solo. «Attilio Befera ha già preso accordi con i sindacati nazionali per definire un contratto integrativo, su base nazionale, Sicilia esclusa. Inutile dire che il trattamento economico dei dipendenti non potrà che andare verso l'alto». La Bpm inoltre rimane la banca di riferimento per sistemi di pagamento, affidamenti, gestione dei flussi finanziari. Cambia invece l'ottica della attività. Ieri Ritrimat era deputata a produrre utili, oggi a recuperare il più possibile i tributi evasi. Sarà rispettato un preciso dettato dell'ex ministro Vincenzo Visco: «Non c'è lotta all'evasione se non c'è riscossione».

Fonte: 
La Gazzetta del Mezzogiorno

Gli avvisi di mora alle sezioni unite | Villaggio del Credito

Gli avvisi di mora alle sezioni unite

Saranno le sezioni unite a stabilire se è legittimo un avviso di mora, non preceduto da un avviso di accertamento, di liquidazione o da una cartella esattoriale, almeno prima della riforma introdotta nel '99. È quanto si legge nell'ordinanza 13314, depositata dalla sezione tributaria della Cassazione il 7 giugno scorso.
Sulla questione non c'è mai stata chiarezza in sede di legittimità. Le pronunce sono contrastanti e richiedono un intervento del collegio esteso.

Il problema alla base è il rispetto della diritto di difesa del contribuente che va contemperato con le esigenze ´di riscossione' dell'amministrazione finanziaria. Se questi può ricorrere contro la pretesa del fisco impugnando il solo avviso di mora, come previsto nelle nuove norme, i diritti dei cittadini non sono in pericolo. Ma prima dell'entrata in vigore del dlgs 546 del 1999 ciò non era neppure paventato. E le pronunce di legittimità si sono succedute nel tempo, alcune in senso garantista altre meno. Per esempio, con la sentenza n. 16875 del 2003, i giudici della quinta sezione avevano categoricamente affermato che fosse necessaria la precedente notifica della cartella esattoriale in quanto il cittadino viene, per la prima volta, a conoscenza della pretesta tributaria attraverso questo atto, per il quale la legge richiede l'indicazione dei motivi di liquidazione e dei dati su cui tale pretesa si forma, elementi questi non richiesti per l'avviso di mora. Ancora. A sostegno di tale tesi si è detto che l'amministrazione finanziaria non è libera di agire a proprio piacimento ma deve rispettare ´le cadenze imposte dalla legge' e cioè la notifica della cartella esattoriale prima dell'avviso di mora.

È invece di segno opposto una giurisprudenza che sembrava ormai consolidata, secondo cui ´l'omessa notifica della cartella di pagamento non invalida la procedura di esazione'. Ora tocca alle sezioni unite della Suprema corte mettere la parola fine ai contrasti.

Fonte: 
Italia Oggi

Bps Va In Pensione E Cede Il Posto Alla «riscossioni Spa» | Villaggio del Credito

Bps Va In Pensione E Cede Il Posto Alla «riscossioni Spa»

Il servizio di riscossione dei tributi torna in mano pubblica. Dal 1º ottobre, una holding costituita dall’Agenzia delle entrate (51 per cento) e dall’Inps (49 per cento) subentra alla Bipiesse. Se n’è discusso ieri al White & Green durante la prima delle tre “Giornate di studio sulla fiscalità locale” organizzata dalla Bipiesse riscossioni. Il nuovo istituto si chiamerà Riscossioni Spa e sarà attivo su tutto il territorio nazionale, Sicilia esclusa.
Entro luglio sarà formalizzato l’accordo che prevede la vendita da parte di Bipiesse (la prima società acquisita totalmente) dell’intero pacchetto azionario al nuovo soggetto pubblico. Per i 360 dipendenti sardi che attualmente lavorano alla Bipiesse riscossioni non cambia niente: «Il nuovo proprietario - ha spiegato ieri l’avvocato Franco Sanna, direttore generale e amministratore delegato di Bps - acquista la struttura per intero compreso il personale che passerà così alle dipendenze dello stato. Con il nuovo assetto - ha proseguito il dirigente - i lavoratori avranno maggiori garanzie e qualche prospettiva in più sul piano professionale». La Riscossioni Spa conta 37 realtà a livello nazionale e si prepara a una svolta storica, se si considera che il servizio di esazione dei tributi, in Italia era gestito in forma privata fin dal 1871. Il contribuente dovrà continuare a versare con le stesse modalità tenendo conto che l’esattore, d’ora in avanti, sarà lo stato e non più il privato. Naturalmente al nuovo istituto spetta il compito non facile di unificare il sistema informatico e di avviare un unico processo di riscossione. La situazione fiscale in Sardegna ricalca la media nazionale, su una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, gli evasori sono almeno 800mila. «Un dato globale - chiarisce subito il general manager Franco Sanna - in cui rientrano cifre che non si riferiscono al versamento delle tasse in senso stretto». Ai lavori del seminario sono intervenuti il vice ministro dell’Economia Antonangelo Casula, l’ad di Riscossioni Spa, Attilio Befera e Mauro Cammarata, direttore settore Entrate del Comune di Bologna.

Autore news: 
Antonio Meloni
Fonte: 
Nuova Sardegna

Sei contratti per Riscossione Spa | Villaggio del Credito

Sei contratti per Riscossione Spa

Riscossione Spa prosegue nella sua tabella di marcia come da programma. E sigla sei nuovi contratti preliminari per l'acquisto dell'intero capitale sociale di sei concessionarie. I contratti sono stati firmati per Riscossione Spa dal vice presidente, Antonio Mastrapasqua, e dall'amministratore delegato, Attilio Befera.
In particolare, gli accordi sono stati presi con Banca Popolare Pugliese Scarl, proprietario del 99,7896% del pacchetto azionario della società denominata Sobarit Spa, che esercita attività di riscossione dei tributi per il territorio della provincia di Lecce.
Gli altri accordi sono stati presi con: Cassa di Risparmio di Ferrara Spa, proprietario dell'intero pacchetto azionario della Sifer Spa; Banca popolare dell'Etruria e del Lazio Scrl, capogruppo del Gruppo bancario Etruria per l'acquisto dell'intero capitale sociale di Get Spa; Capitalia Gruppo Bancario Spa, capogruppo del Gruppo bancario Capitalia per l'acquisto dell'intero capitale sociale di Sem Spa, concessionaria operativa per la riscossione dei tributi nella provincia di Potenza, con 97 dipendenti.
Infine, tra i contratti anche Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo Spa del Gruppo Banca Intesa, per l'acquisto dell'intero capitale sociale di E. TR. — Esazione Tributi Spa, concessionaria operativa per la riscossione dei tributi nelle province di Reggio Calabria, Brindisi, Vibo Valentia, Salerno, Bari, Catanzaro, Cosenza e Crotone, con 932 dipendenti. Lo stesso contratto sottoscritto con Banca Intesa ha riguardato anche la Esatri. Infine, un accordo con Banca Intesa Spa, Cassa di risparmio di Alessandria Spa e Banca Cassa di Risparmio di Tortona Spa per l'acquisto dell'intero capitale sociale della società Caralt Spa, concessionaria operativa per la riscossione dei tributi per il territorio delle provincia di Alessandria.

Fonte: 
Il Sole 24 ore

La riscossione « preferisce » le case | Villaggio del Credito

La riscossione « preferisce » le case

Azioni legali quali ipoteche e pignoramenti di immobili tra i metodi più utilizzati per l'esazione

Con lo strumento coattivo l' 80 per cento degli enti attua il recupero delle imposte non versate o pagate parzialmente

G li enti locali del Nord Ovest puntano sulla riscossione coattiva dei tributi per " alimentare" le proprie entrate. Secondo l'Ascotributi, l'associazione che raggruppa tutte le aziende concessionarie del servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate dello Stato e degli enti pubblici, oltre l' 80% di Comuni e Province di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta sceglie di affidare a società specializzate la riscossione coattiva dei tributi locali. L'azione prevede l'incasso, a fronte di mancato o parziale pagamento delle imposte dovute, attraverso mezzi legali, quali ipoteca e pignoramento di immobili e successiva vendita all'asta.
Tra l'altro, una recente risoluzione dell'Agenzia delle entrate, la 42/ E del 20 marzo 2006, prevede che il concessionario sia obbligato a effettuare la riscossione coattiva anche se l'ente locale ha scelto di gestire direttamente la riscossione spontanea delle proprie entrate.
Prima di arrivare alle procedure esecutive, l'iter è lungo: l'ente locale provvede all'iscrizione nei ruoli per la riscossione coattiva dei tributi locali.
Il ruolo, che consiste in un elenco contenente, per ciascun contribuente, i dati identificativi, l'ammontare del tributo e quello delle sanzioni e degli interessi di mora, se dovuti, è predisposto in minuta dal settore tributi e trasmesso al centro elettrocontabile del Consorzio nazionale fra i concessionari del servizio di riscossione ( Cnc), che provvede alla formazione dei ruoli definitivi e li restituisce al settore per l'apposizione del visto di esecutorietà. I ruoli, resi esecutivi, sono, infine, inviati ai concessionari, competenti per territorio in relazione al luogo di domicilio fiscale di ciascun soggetto iscritto, per essere posti in riscossione.
La riscossione — spiegano dalla Regione Piemonte — avviene con la notificazione, da parte del concessionario, di una cartella di pagamento che contiene l'indicazione del tributo, il suo ammontare ( e, se dovuti, delle sanzioni e degli interessi) e il termine per il pagamento, che in genere è di 60 giorni. Allegato alla cartella si trova il bollettino per il versamento, sull'apposito conto corrente postale del concessionario, dell'intero importo iscritto a ruolo.
Qualora il contribuente, per fondate ragioni, ritenga di non dover pagare, in tutto o in parte, gli importi iscritti a ruolo a suo carico, può chiedere il discarico amministrativo, ossia la rinuncia, da parte dell'ente, a riscuotere una, più o anche tutte le quote iscritte nel ruolo a carico del contribuente. Così si formalizza l'ordine, rivolto al concessionario competente, di non procedere ulteriormente.
In caso contrario, trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il concessionario della riscossione può disporre, a esempio, l'ipoteca o il fermo amministrativo sugli autoveicoli di proprietà dei debitori e, perdurando la morosità, iniziare le procedure di espropriazione, quali il pignoramento. Proprio per quanto riguarda il fermo amministrativo, le principali società di riscossione del Nord Ovest, tra le quali Uniriscossioni, Gestline e Sestri, hanno deciso di inviare ai cittadini un preavviso di fermo, con l'invito al pagamento entro il termine di 20 giorni, trascorso il quale viene iscritto il provvedimento.
« I nostri uffici e il nostro sito Internet — assicura Paolo Bernardi, direttore commerciale di Uniriscossioni, concessionario della riscossione, tra gli altri, della provincia di Torino e di Aosta, con un bacino complessivo di utenza di 1.169 Comuni ed una popolazione di circa sette milioni di abitanti — sono a disposizioni dei cittadini per qualsiasi chiarimento in merito alla riscossione coattiva e alla propria posizione debitoria nei confronti degli enti locali da noi serviti » .

Autore news: 
Silvana Secinaro
Fonte: 
Il Sole 24 ore

Non c'è lite fiscale sulle sanzioni definitive | Villaggio del Credito

Non c'è lite fiscale sulle sanzioni definitive

La cartella di pagamento emessa a seguito della notifica di un atto di irrogazione delle sanzioni, divenuto definitivo, non è un atto impositivo. Dunque, in caso di contestazione, non si può configurare una lite fiscale pendente soggetta al condono tributario. Lo ha precisato la Corte di cassazione, con la sentenza 6205/ 06. Nel caso in esame, l'agenzia delle Entrate di Genova aveva respinto la richiesta di definizione per la mancanza di una « lite fiscale pendente » .
La tesi del Fisco è stata condivisa dai giudici di piazza Cavour, secondo cui atto di imposizione è solo quello con il quale l'amministrazione finanziaria, nell'ambito dell'attività di accertamento o liquidazione, manifesta una pretesa tributaria.
In realtà, l'agenzia delle Entrate forma il ruolo quando alla base c'è un titolo che lo legittima. Molto spesso il pagamento tramite cartella è richiesto a seguito dell'emanazione di atti di accertamento o liquidazione, provvisori o definitivi, a seconda che siano o meno ancora soggetti a contestazione. In questi casi, come ricorda la sentenza 6205, si è in presenza di un mero atto della riscossione, che non « cessa di avere natura di atto della procedura di riscossione per il solo fatto che si contesti la permanenza del potere di esecuzione dell'amministrazione » . Quando ciò accade la carenza di potere, riguardante la riscossione coattiva delle imposte, incide sull'azione del Fisco per l'esazione del credito e non già sull'accertamento.

Autore news: 
Se. Tro.
Fonte: 
Il Sole 24 ore