|
|
 |
|
|
| |
 |
In questa sezione sono raccolti gli articoli del giorno.
Selezionando dal menù puoi comunque visualizzare solo quelli concernenti
una specifica categoria
Seleziona la categoria da visualizzare
Articoli da 1 a 3 di 3
09/03/2010
Cartolarizzati e contenti
I contratti ceduti a società veicolo vanno rinegoziati con l'istituto originario.
Banche e clienti. Le regole per rivedere i mutui venduti a terzi
Autore: Nicola Borzi
Ho chiesto alla mia banca di rinegoziare il mutuo a tasso variabile per ridurre lo spread o trasformarlo a tasso fisso. Ho scoperto che è stato cartolarizzato. Che devo fare?». La domanda non è peregrina: molte famiglie sono in difficoltà e le regole a favore dei clienti bancari confuse e talvolta disapplicate.
Il mercato dei mutui nel 2009 è calato ancora dopo il -14,4% annuo delle nuove erogazioni 2008. Stime annuali di MutuiOnline , principale broker italiano su canali virtuali, su dati BankItalia al 30 settembre parlano di una contrazione delle nuove erogazioni tra il 10 e il 15%. Dati in linea con quelli dell' Agenzia
del Territorio : nel 2009 le compravendite sono scese a 595mila (-13,5% sul 2008). I clienti, coi tassi ai minimi, scelgono sempre più il tasso variabile e il "cap rate" (con tetto massimo prefissato al tasso), pari a due terzi dei nuovi contratti, mentre i mutui con surroga dell'ipoteca sono stati un terzo del totale. Nel 2009 lo stock di controvalore dei mutui ha raggiunto i 280 miliardi (+6,1% annuo), tornando sui valori di inizio 2008.
Ma i clienti sono in difficoltà. Lo confermano i dati presentati il 9 febbraio dal direttore generale dell' Abi , Giovanni Sabatini, alla Camera. A novembre le sofferenze delle famiglie hanno toccato i 12,3 miliardi, 3,5 in più in 12 mesi, con una crescita del 40%, record degli ultimi anni. In ripresa anche le cartolarizzazioni di mutui residenziali ( Rmbs ): l'Associazione europea di settore – Esf – segnala che il loro stock a fine settembre era di 130,3 miliardi su 196,4 di crediti complessivi trasformati in obbligazioni.
Difficoltà cui le banche hanno risposto insieme a Governo, enti locali, parti sociali e Conferenza episcopale
con iniziative a favore di 270mila famiglie (l'8% di quelle con mutui). Le rinegoziazioni a fine 2008 hanno interessato 145mila famiglie. Altre 50mila hanno sfruttato l'intesa Abi - Governo del decreto 93/2008 (20 miliardi circa di controvalore). La portabilità (stipula di un nuovo mutuo di pari importo con l'ipoteca precedente) da giugno 2008 al 31 gennaio scorso ha riguardato oltre 72mila contratti per un valore di 8 miliardi. Da inizio febbraio è attivo poi l'accordo del 18 dicembre tra Abi e associazioni dei consumatori sulla sospensione delle rate per almeno 12 mesi per mutui fino a 150mila euro, prima casa, anche cartolarizzati, a favore di clienti con reddito sotto i 40mila euro che nel 2009-10 hanno perso il lavoro (per qualsiasi contratto), sono finiti in cassa integrazione o hanno problemi di salute. L'Abi stima che ne godranno 90mila famiglie.
Ma le regole a favore dei clienti con mutui cartolarizzati che intendono rivederne le clausole sono molte e confuse. Giuseppe D'Orta, responsabile per il risparmio di Aduc , l'Associazione diritti utenti e consumatori, spiega che «la direzione Mercato e tutela dei consumatori del ministero delle Attività produttive ha chiarito che la cartolarizzazione è un'operazione che riguarda una pluralità di crediti in blocco e non può, quindi, impedire al singolo cliente la chiusura del proprio contratto e il passaggio a un'altra banca. Anche il protocollo Abi, Consiglio del notariato e associazioni dei consumatori del 12 novembre 2007 spiega che, per la legge 130/99, sui mutui cartolarizzati la banca originaria deve rilasciare quietanza sulla base della procura della società veicolo (Spv) cui il credito è stato ceduto. La nota 7 dispone che per i mutui cartolarizzati, la banca originaria svolge, per conto della Spv, la funzione di servicer, provvedendo all'amministrazione, gestione, incasso e recupero del credito in base alla procura. Quindi anche per i mutui cartolarizzati, la richiesta del calcolo dell' importo del debito residuo va presentata alla banca originaria. C'è poi la circolare Abi del 17 dicembre 2007 che ribadisce che il cliente "cartolarizzato" deve rivolgersi alla banca con cui ha stipulato il mutuo».
«Possibili intoppi potrebbero arrivare però con la moratoria Abi sulle rate, perché le banche originarie dei mutui potrebbero aver aderito ma le Spv no. A oggi non sono stati segnalati problemi: speriamo che non ne sorgano », conclude D'Orta.
09/03/2010
In discesa i crediti alle aziende
Finanziamenti. Bankitalia: calo del 2,2% a gennaio - In crescita le sofferenze
Autore:
Continuano ad essere molto numerose le famiglie e le imprese in sofferenza nel ripagare i prestiti. Secondo i dati contenuti nel supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia, le sofferenze di famiglie produttrici e società non finanziarie ammontavano a gennaio scorso a 46,1 miliardi di euro contro i 45,4 di dicembre 2009.
Tra le branche di attività economica, in particolare difficoltà appaiono il commercio (oltre 8,2 miliardi di sofferenza)e l'edilizia e opere pubbliche (7,6 miliardi). Quasi nulle invece le sofferenze dei servizi di comunicazione (76 milioni) e dei prodotti energetici (87 milioni di euro). Tuttavia, se dai valori assoluti si passa a valutare le percentuali d'incremento, si scopre che in gennaio il tasso di crescita a dodici mesi delle sofferenze non corretto per le cartolarizzazioni nel complesso è leggermente diminuito: dal 42,9% fatto registrare a dicembre 2009, il tasso d'incremento annuale si è attestato a +41,4% in gennaio e il leggero rallentamento dell'aggregato ha riguardato sia imprese sia famiglie. Quanto alla dinamica dei prestiti bancari a gennaio 2010 il loro tasso di crescita annuale è sceso a +1,6% contro il +2,3% di dicembre 2009. Ma questo incremento complessivo secondo i dati di Bankitalia va scomposto in due numeri con il segno diverso: mentre il tasso di crescita annuale dei prestiti alle imprese è rimasto negativo e pari a meno 2,2% (contro il -1,6% di dicembre) il tasso di variazione dei prestiti alle famiglie è stato pari al +6,5% ( contro il +6% dello scorso mese di dicembre). In termini di valori assoluti, il volume dei prestiti concessi alle famiglie era a fine gennaio pari a 498.999 milioni di euro, contro i 468.918 milioni di gennaio 2009. A crescere sono stati sia il credito al consumo che i mutui. Nel primo caso i debiti degli italiani sono infatti saliti ad oltre 57 miliardi di euro (dai 54 miliardi circa di gennaio 2009), mentre per quanto riguarda i prestiti per l'acquisto di abitazioni il totale è arrivato a superare i 282 miliardi (contro i 264 miliardi di gennaio dell'anno scorso).
Sul versante della raccolta,i depositi continuano a vedere un'accelerazione di crescita: il loro tasso d'incremento si è portato al 7,6% dopo il +6,9% di dicembre 2009: questa tendenza si deve so-prattutto al fatto che i conti correnti sono cresciuti del 12,3% contro l'1,5% dello scorso dicembre. Le obbligazioni bancarie hanno invece visto una lieve diminuzione del tasso di crescita (sono aumentato del 10% dopo il 10,6% di dicembre). I tassi sui mutui in gennaio risultano ancora in discesa, con il Taeg sotto la soglia del 3%. Secondo quanto rileva il supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, il Taeg (il tasso annuo effettivo globale che dovrebbe rappresentare nel modo più completo ed esatto il costo del finanziamento) è sceso al 2,89% dal 3,01% di dicembre. Scende anche il tasso nominale: dal 2,88% di dicembre al 2,75% di gennaio 2010. Quanto ai tassi attivi sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, si sono attestati al 2 per cento ( ma quest'ultimo calo, si fa osservare, è da collegare principalmente ai tassi applicati alle grandi imprese per operazioni di finanziamento superiori al milione di euro).
09/03/2010
Bankitalia: aumentano i debiti delle famiglie
Sfiorano 500 miliardi di euro, incremento del 6,4% in un anno
Autore:
ROMA Le famiglie italiane sono sempre piu' indebitate: il totale del debito sfiora i 500 miliardi di euro, afferma Bankitalia. Secondo le ultime rilevazioni contenute nel supplemento al Bollettino statistico della Banca centrale, l'ammontare dei prestiti concessi alle famiglie era infatti a fine gennaio pari a 498.999 milioni di euro, contro i 468.918 milioni di gennaio 2009. In un anno l'aumento e' stato dunque del 6,4%. A crescere sia il credito al consumo che i mutui. Nel primo caso i debiti degli italiani sono infatti saliti ad oltre 57 miliardi di euro (dai 54 miliardi circa di gennaio 2009), mentre per quanto riguarda i prestiti per l'acquisto di abitazioni il totale e' arrivato a superare i 282 miliardi (contro i 264 miliardi di gennaio dell'anno scorso). L'ammontare dei prestiti per altri scopi e' invece pari a circa 160 miliardi di euro, 10 in piu' del gennaio dell'anno scorso. Scendono ancora i tassi di interesse sui mutui. A gennaio scorso, si legge nel supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, il Taeg (il tasso annuo effettivo globale che si pone l'obiettivo di rappresentare nel modo piu' completo ed esatto possibile il costo del finanziamento) e' sceso sotto il 3%, al 2,89% dal 3,01% di dicembre. Scende anche il tasso nominale: dal 2,88% di dicembre al 2,75% di gennaio 2010.
|
|
|
|
|